mercoledì 29 luglio 2015

Il Conservatorio "G. Verdi" di Milano

Conservatorio, interno. Foto offerta dal Conservatorio

Entrando nel Conservatorio ci si sente subito immersi in un ambiente permeato dalla musica. Letteralmente: attraversando il chiostro, salendo le scale, passando per i corridoi; non c’è un momento in cui non si venga accompagnati ora dagli ottoni, ora dal canto, ora dagli archi o da altri strumenti. In effetti è questa la prima immagine che si associa al Conservatorio di Milano: quella di un centro di formazione musicale tra i più prestigiosi d’Europa. Tuttavia, per chi (come me) è amante della musica ma negato nella sua esecuzione, il Conservatorio è soprattutto un teatro; lo spazio dove assistere a opere e concerti di alto livello, spesso gratuitamente. Senza dimenticare il fascino di un luogo che ha attraversato più di duecento anni di storia, vissuti non come spettatore passivo ma come centro di cultura e di fermento artistico.
(Questo articolo è originariamente uscito sul numero 27 della rivista Ematos)


La storia
Torre del Conservatorio, foto di Flavia Mammoliti
Il Conservatorio di Milano fu istituito da Napoleone. La sede era un tempo il convento dei monaci lateranensi di Santa Maria della Passione; quando l’ordine venne chiuso, nel 1782, l’edificio divenne proprietà dello Stato (che allora voleva dire del governo austriaco). Nel 1805 venne proclamato il Regno d’Italia: Napoleone ne è il re, Milano la capitale. Dare lustro alla capitale del nuovo regno si fece conveniente e necessario per Bonaparte: partirono i lavori per completare la facciata del Duomo; crebbe la Pinacoteca di Brera, già da lui istituita; e nacque il Conservatorio. Questo non era solo un nuovo polo culturale, ma anche uno strumento per innalzare il livello della produzione musicale italiana. Inoltre, fino ad allora nel nostro paese il compito della formazione musicale era stato appannaggio esclusivo della chiesa; assegnarlo ad una istituzione pubblica, di Stato, aveva al tempo una netta valenza laica e anticlericale.
Così il 3 Settembre 1808 fu inaugurato il Conservatorio di Milano, che allora contava studenti sia a convitto che esterni. Nel corso dell’Ottocento si andrà affermando come istituzione di sempre maggiore importanza all’interno della città, anche grazie alla sua collaborazione con il Teatro della Scala. Nasceranno le tradizioni che oggi lo contraddistinguono, come quella dei concerti aperti al pubblico. Nel periodo post-unitario diventerà uno dei centri fulcro della Scapigliatura (insieme all’osteria “del Polpetta”, che si trovava all’inizio di via Conservatorio).
Giuseppe Gallignani ci dà una curiosa descrizione di come si presentava il Conservatorio nel 1897, quando vi entrò come dodicesimo direttore:
“Nel bel cortile secentesco, che nelle sue mutilate basi delle scheggiate colonne serba ancora le tracce dei barbari bivacchi del 48, una turba di bambini scamiciati e scalzi mi si fa incontro attonita e curiosa. Sono i figli dei servitori del Conservatorio, dello scaccino e del sacrista della attigua Chiesa della Passione, che abitano in umide tane aperte a caso sotto il classico portico. A mo’ di gonfaloni spiegati in mio onore, oscillano al vento gli asciugamani, le lenzuola… il bucato delle famigliole. Procedo verso la biblioteca.[…] lì è l’abitazione del Preposto di Santa Maria della Passione; lì, proprio nel cuore del Conservatorio, fra la Biblioteca e la sala dei Concerti, quasi a paralizzarne i moti. […] I fedeli d’ambo i sessi transitano liberamente per l’istituto onde recarsi alla sagrestia, alle abitazioni dei sacerdoti e s’incrociano di continuo cogli allievi, coi professori, cogl’impiegati del Conservatorio. Volgo alla sala dei Concerti. Vi si accede da un rozzo voltone, rasentando luoghi non inodori e passando sotto l’occhio indagatore della cucina del Prevosto.” (1)

Curiosità: il Conservatorio “G. Verdi”… ma Verdi non fu ammesso
Ritratto di Verdi esposto al Conservatorio
Il Conservatorio è passato alla storia per aver respinto la domanda di iscrizione proprio di Verdi, che fece l’esame di ammissione nel 1832. Verdi era oltre l’età massima (aveva 18 anni e il limite era 14) ed era “straniero” (proveniva dal Ducato di Parma e l’iscrizione era riservata ai milanesi); tuttavia era previsto un numero limitato di posti a pagamento per “meriti speciali”, destinati a chi non fosse in possesso degli altri requisiti. Lui si presentò in quest’ultima categoria, ma il Maestro di Pianoforte ritenne che “il sud[dett]o Verdi avrebbe bisogno di cambiare posizione della mano, locché, attesa l’età di 18 anni si renderebbe difficile”(2)
Divertente la reazione di Verdi quando seppe che il Conservatorio gli sarebbe stato dedicato:
“Per Dio non ci mancava altro per seccare l’anima ad un povero diavolo come son io[…]. Non so dove sia Gallignani, che sarà probabilmente lui il colpevole. Fatemi il piacere di snidarlo e scrivergli in mio nome tutte le insolenze che volete! E se non a lui scrivete a chi volete, ma liberatemi da questo titolo che non amo, che detesto […] Fatemi la carità di liberarmi e vi sarò eternamente grato […] Telegrafate per conto mio a chi credete ma liberatemi da questo supplizio.”(3)

Vivere il Conservatorio (senza essere iscritti)
La programmazione del Conservatorio è davvero vasta e variegata. Leggendo per la prima volta il programma della stagione ci si può sentire un po’ persi, ma una volta capito come si articolano le diverse rassegne musicali è facile trovare i concerti che desideriamo ascoltare.
Intanto ci sono le esibizioni dei soli studenti del Conservatorio, senza ospiti esterni, articolate in due rassegne aperte al pubblico dai titoli di: “Concertiamo!” che ha cadenza settimanale; e “Suonando (in pubblico)… si impara”, concerti degli studenti più giovani che si tengono una volta al mese. Poi il ciclo di “Master class e Seminari”; chi teme di dovere assistere a un dibattito di due ore sulla corretta postura del pollice sul clavicembalo può rassicurarsi: le Master class ospitano maestri di fama internazionale e prevedono ampi spazi dedicati a piacevolissime esecuzioni musicali.
Divertenti e originali sono poi i momenti in cui l’ascolto incontra altri tipi di intrattenimenti: come nella rassegna primaverile “Happy music hour”, dove oltre al concerto si può apprezzare un gradevole aperitivo assieme ai musicisti; o quella estiva “Concerti nel chiostro”, che prevede la proiezione di un film nel chiostro del Conservatorio, preceduta da un concerto a tema e dall’aperitivo.
Gli eventi più attesi, però, sono quelli della “Stagione del Conservatorio”. Qui, nell’ampia Sala Verdi (nota per un’acustica tra le migliori d’Europa e per la pendenza vertiginosa), potrete assistere ai grandi concerti e alle rappresentazioni di opere. Nei primi l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio viene diretta da grandi maestri appositamente chiamati per la stagione; quest’anno si contano, tra gli altri, Tito Ceccherini, Gianandrea Noseda e Daniele Rustioni. Gli eventi che però più mi sentirei di consigliare sono forse le opere: per la stagione 2014/15 siete ancora in tempo a vedere quella di Ottobre: “I promessi sposi” (25 Ottobre). Inoltre quest’anno nasce la rassegna “Musiche dal Mondo”, con ospiti internazionali provenienti da Europa, Corea, Cina, Giappone, Russia, Stati Uniti. Il progetto, com’è facile indovinare, è legato a EXPO; tuttavia sembra che il Conservatorio non intenda concluderlo con la fine dell’esposizione.
Per seguire le iniziative nel tempo, rimando direttamente alla pagina del loro sito.
Sala Verdi, foto offerta dal Conservatorio

Note:
(1) Discorso commemorativo del direttore maestro Giuseppe Gallignani, citato in “Milano e il suo Conservatorio 1808-2002”, p.66
(2) Lettera di Francesco Basilj al conte Sormani-Andreani del 2 luglio 1832, citata in “Milano e il suo Conservatorio 1808-2002”, p.286
(3) Lettera di Giuseppe Verdi a Giulio Ricordi del 9 agosto 1898, citata in “Il Conservatorio di Milano secolo su secolo 1808-2008”, p.76

Fonti:
“Milano e il suo Conservatorio 1808-2002”; a cura di Guido Salvetti; Skira editore, Milano 2003;
“Il Conservatorio di Milano secolo su secolo 1808-2008”; a cura di M. Vaccarini Gallarani, E. Previdi, P. Carlomagno; Skira editore, Milano 2008;
Programma “Conservatorio di Milano 2014/2015”;
Programma “Conservatorio di Milano in EXPO”;
Sito del Conservatorio: http://www.consmilano.it/

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3 commenti:

  1. Povero Verdi!
    Sono stato al Conservatorio poche volte, fra cui un bellissimo concerto natalizio che ricordo ancora tra i più belli (forse perché il primo).

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    1. Sono stata prima dell'estate a un concerto di voci bianche da cui sinceramente non mi aspettavo troppo, invece mi è piaciuto moltissimo! Il conservatorio è sottovalutato!

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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